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Consulenza d’investimento
Le investitrici e gli investitori ricevono i dividendi derivanti dagli utili di un’azienda e possono aumentare strategicamente i propri rendimenti.
Contenuto:

Per molte investitrici e molti investitori, i dividendi rappresentano un’interessante aggiunta ai potenziali guadagni in borsa.
Quando si acquista un’azione, si diventa comproprietarie o comproprietari dell’azienda e si ha diritto a una parte degli utili. Se alla fine dell’anno l’azienda registra un utile, può scegliere se reinvestirlo o distribuirne una parte sotto forma di dividendi – con cadenza annuale, semestrale o trimestrale.
I dividendi vengono distribuiti per azione e variano a seconda dei risultati dell’azienda. Più azioni si possiedono, maggiore sarà la quota di distribuzione.
Oltre l’80 percento delle aziende quotate alla SIX Swiss Exchange distribuisce regolarmente dividendi, anziché reinvestire l’intero utile. Di norma, i dividendi aumentano di pari passo con l’utile annuale. Alcune aziende, tuttavia, distribuiscono dividendi anche in caso di utili modesti, solitamente attingendo alle riserve o per dimostrare stabilità. La diminuzione o la mancata distribuzione dei dividendi è spesso considerata un segnale d’allarme e può provocare un calo dei corsi azionari.
Uno sguardo alla politica dei dividendi degli anni precedenti e al flusso di denaro disponibile fornisce indicazioni sulle future distribuzioni. In genere, non distribuiscono dividendi le aziende in crescita che reinvestono i propri utili e le aziende che hanno difficoltà finanziarie.
A seconda della politica aziendale, le aziende britanniche e statunitensi distribuiscono i dividendi con cadenza trimestrale, semestrale o annuale, mentre in Germania, Austria e Svizzera la distribuzione avviene solitamente una volta all’anno. Al termine dell’esercizio, il consiglio di amministrazione propone il dividendo, che viene deliberato dall’assemblea generale. Per riceverli, è necessario possedere le azioni il giorno della delibera, subito dopo l’assemblea.
Le assemblee generali si tengono solitamente tra febbraio e luglio, con il culmine della stagione dei dividendi che in Svizzera cade ad aprile.
Anche i dividendi sono in linea di principio soggetti a tassazione, poiché sono considerati reddito. I dividendi sono però esenti da imposta quando una società anonima effettua distribuzioni attingendo alle proprie riserve da apporti di capitale (RAC). Queste riserve derivano da aumenti di capitale in cui le azioniste e gli azionisti hanno versato un importo superiore al valore nominale. Trattandosi di rimborsi a favore delle proprietarie e dei proprietari, in Svizzera sono esenti dall’imposta sul reddito e dall’imposta preventiva a partire dalla riforma fiscale del 2008.
Le aziende con dividendi stabili sono considerate sicure grazie a un modello aziendale solitamente a basso rischio, soprattutto nei periodi di volatilità dei mercati. Nel lungo periodo, spesso generano rendimenti più elevati con rischi (volatilità) inferiori rispetto al mercato nel suo complesso. Tuttavia, anche le aziende in crescita che non distribuiscono dividendi, come Alphabet, Meta o Tesla, possono risultare interessanti: esse investono i propri utili nella crescita e convincono per la loro capacità innovativa e il loro potenziale futuro.

Un dividendo interessante può essere motivo di soddisfazione per le azioniste e gli azionisti, ma va sempre considerato nel giusto contesto. Infatti, un elevato rendimento da dividendi non deriva solo da buoni risultati aziendali, ma talvolta anche da un calo del corso azionario o da distribuzioni eccessive.
Chi desidera valutare in modo realistico le opportunità di dividendi di un’azienda dovrebbe esaminare indicatori chiave quali il rendimento del capitale proprio, il flusso di denaro libero, la qualità del bilancio, la stabilità del management e la sostenibilità del modello aziendale.
Poiché spesso si tratta di una valutazione complessa per le investitrici e gli investitori privati, conviene avvalersi di un supporto professionale, ad esempio quello offerto dalle esperte e dagli esperti di UBS.
Investite con UBS e scegliete quali decisioni volete prendere in autonomia e quando invece preferite rivolgervi a noi. Vi aspettiamo.
Il rendimento da dividendi indica la percentuale del corso azionario che viene distribuita sotto forma di dividendo. Si calcola dividendo il dividendo per azione per il corso azionario.
Esempio: se un’azione ha un prezzo di 100 franchi e distribuisce un dividendo di 3 franchi, il rendimento da dividendi è pari al 3 percento.
Un rendimento più elevato comporta di norma una distribuzione più interessante per le investitrici e gli investitori.
A parte una situazione di crisi in una singola azienda, un crollo dell’economia globale può comportare un calo degli utili e, di conseguenza, una riduzione dei dividendi. In caso di gravi turbolenze economiche, capita anche che le autorità fiscali statali consiglino ad alcune aziende di sospendere il pagamento dei dividendi o addirittura le obblighino a farlo.
I titoli con dividendi offrono il vantaggio di un reddito regolare, indipendente dall’andamento azionario. Hanno un effetto stabilizzante nelle fasi di ribasso e provengono per lo più da aziende finanziariamente solide.
Uno svantaggio è che i tagli o le sospensioni dei dividendi vengono spesso interpretati come un segnale negativo e possono comportare perdite di valore delle azioni e una diminuzione dei redditi.

Chi desidera investire in azioni o altri titoli deve innanzitutto decidere se farlo autonomamente o affidarsi a una banca. Chi lo fa autonomamente apre un deposito titoli.
I titoli con dividendo sono disponibili sotto forma di singole azioni o di fondi (ad es. ETF) che puntano su aziende in grado di distribuire dividendi elevati, consentendo così una maggiore diversificazione dei rischi.
Quando si acquistano titoli con dividendi, è opportuno prestare particolare attenzione ai seguenti punti:
Le azioni che soddisfano questi criteri sono note come titoli ad alto dividendo o «aristocratici dei dividendi»: in Svizzera sono «aristocratici dei dividendi», ad esempio, Nestlé, Novartis, Roche e molti altri titoli inclusi nello Swiss Market Index (SMI).
In una strategia di investimento orientata al rendimento, i dividendi vengono solitamente reinvestiti in azioni, che a loro volta generano dividendi. Se le investitrici e gli investitori reinvestono sistematicamente i dividendi ricevuti, possono moltiplicare il proprio rendimento nel lungo periodo. Infatti, con questo tipo di reinvestimento, il rendimento cresce in modo esponenziale grazie all’effetto degli interessi composti.
Il grafico sottostante illustra l’impatto del reinvestimento dei dividendi sull’indice S&P 500 del mercato azionario statunitense. In questo caso, il rendimento viene confrontato con e senza reinvestimento dei dividendi distribuiti. ’interesse composto consente di ottenere una migliore evoluzione del valore.
Una volta conclusa la «stagione dei dividendi», è opportuno procedere a un cosiddetto «rebalancing». A tal fine, occorre valutare il modo migliore per investire i dividendi distribuiti, in modo che le quote delle diverse classi di investimento tornino ad allinearsi alla strategia. In questo modo, si aumentano le possibilità di diversificare il patrimonio e di vederlo crescere nel lungo periodo con un rischio ottimizzato.
Le aziende condividono il proprio successo con le azioniste e gli azionisti e, attraverso i dividendi, offrono interessanti prospettive di rendimenti regolari.
Una consulenza competente sugli investimenti vi aiuta ad adeguare la vostra strategia di investimento in modo mirato ai vostri obiettivi finanziari personali. Le esperte e gli esperti di UBS sono a vostra completa disposizione.
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