Per gli investitori e le investitrici, la guerra in Medio Oriente è un ennesimo promemoria della rapidità con cui possono aumentare l’incertezza e l’intensità delle fluttuazioni sui mercati. Gli sconvolgimenti geopolitici, i prezzi dell’energia in altalena, i colpi di scena continui sul campo di battaglia e le fasi di nervosismo in borsa ricordano che un portafoglio non dovrebbe puntare soltanto su una singola fonte di rendimento. È proprio in questi momenti che emerge il valore di un’ampia diversificazione: chi distribuisce il proprio patrimonio tra diverse fonti di investimento si rende meno dipendente dai capricci di singoli mercati.

In questo senso, l’infrastruttura può essere un componente particolarmente interessante. Infatti non stiamo parlando di mode passeggere o di trend effimeri, ma della spina dorsale dell’economia: reti elettriche, oleodotti, torri di rete mobile, centri di calcolo, vie di trasporto, sistemi idrici e di gestione dei rifiuti o infrastrutture sociali. Questi investimenti sono profondamente radicati nella vita quotidiana delle nostre società. Non importa se le borse sono euforiche o nervose: l’infrastruttura è necessaria.

Dal punto di vista degli investitori privati, è proprio questo a renderla interessante. Molti progetti infrastrutturali vantano una programmabilità dei ricavi relativamente buona che spesso si fonda su contratti di lunga durata o strutture di prezzo e di vendita regolamentate. Questo non libera automaticamente dai rischi, ma di frequente garantisce una migliore prevedibilità rispetto ai segmenti azionari tradizionali. Chi guarda anche ai ricavi correnti oltre alle opportunità di corso, qui può trovare una classe di attivi che coniuga stabilità e sostanza.

Un altro punto a favore è la protezione dall’inflazione. Molti modelli infrastrutturali vantano flussi di reddito che seguono direttamente o indirettamente l’evoluzione dei prezzi in un mercato o in un paese. Quando l’inflazione aumenta, i ricavi riescono almeno in parte a tenere il passo. Si tratta di una caratteristica preziosa soprattutto in un contesto in cui le obbligazioni nominali fanno perdere potere d’acquisto e molti investitori sono alla ricerca di fonti di reddito reale.

È all’interno di un portafoglio che l’infrastruttura diventa particolarmente interessante. Aggiunge al deposito valori patrimoniali reali che spesso si comportano diversamente rispetto ad azioni e obbligazioni tradizionali. E proprio qui sta il suo fascino: l’infrastruttura può rendere un portafoglio più robusto perché non segue gli stessi schemi della borsa. Gli investimenti infrastrutturali presentano una correlazione relativamente bassa o tuttalpiù moderata con le classi di attivi tradizionali.

Va poi aggiunto che l’infrastruttura non si limita a una funzione difensiva. Il settore beneficia anche di trend strutturali di lungo periodo, dall’espansione dell’approvvigionamento energetico alla digitalizzazione passando per la modernizzazione delle reti pubbliche. La domanda è gigantesca e molte economie sono attese da anni di grandi investimenti. Questo permette agli investitori di accedere a un settore che offre non solo ricavi correnti, ma anche potenziale di crescita a lungo termine.

Naturalmente, gli investimenti infrastrutturali non sono un gol a porta vuota. I rischi politici e regolamentari giocano un ruolo di primo piano, proprio come costi di finanziamento, sviluppo dei progetti, influssi meteorologici e influenza delle materie prime. E poiché molti investimenti non sono negoziabili quotidianamente in borsa, serve pazienza: gli investimenti infrastrutturali sono normalmente più illiquidi e richiedono un orizzonte di investimento lungo. Proprio per questo è fondamentale la scelta del gestore. Tra le buone soluzioni e quelle deludenti c’è un divario enorme.

Tenendo conto di tutto questo, l’infrastruttura ha comunque molti argomenti a proprio favore soprattutto per gli investitori privati con un orizzonte lungo. Chi vuole rendere il proprio portafoglio più resiliente, rafforzare i ricavi correnti, ottenere una certa protezione dall’inflazione e puntare su una gamma di strumenti più ampia rispetto alle sole azioni e obbligazioni, qui può trovare un componente convincente.